723 139. In questo modo Francesco aveva rifiutato
ogni gloria che non sapesse di Cristo e aveva inflitto un
ripudio radicale al plauso umano. Ben sapeva che il prezzo
della fama diminuiva quello segreto della coscienza; e sapeva
pure che non è minore perfezione custodire le virtù
acquisite che acquistarne delle nuove.
Ahimé! per noi invece la vanità è stimolo
maggiore della carità ed il plauso del mondo prevale
sull'amore di Cristo. Non distinguiamo gli affetti, non esaminiamo
di che spirito siamo. Pensiamo che sia voluto dalla carità
ciò che invece è frutto solo di vanagloria.
Pertanto se abbiamo fatto anche solo un po' di bene, non siamo
in grado di portarne il peso, ce ne liberiamo del tutto durante
la vita e così lo perdiamo nel viaggio verso l'ultimo
lido. Sopportiamo pazienti di non essere buoni, ma non ci
rassegniamo a non sembrarlo né a non essere creduti
tali. Così viviamo completamente nella ricerca della
stima degli uomini, perché non siamo altro che uomini.